Oltre 4.400 partecipanti da 73 paesi, quasi 3.000 contributi scientifici e ben 13 dell’Università Alma Mater Europaea.
In questi giorni a Busan, in Corea del Sud, si sta svolgendo il più grande congresso mondiale IFAC nella sua storia di 69 anni – e Alma Mater vi apre importanti questioni sul futuro della società longeva.
Il 23° Congresso mondiale IFAC (International Federation of Automatic Control), iniziato domenica 23 agosto e in programma fino al 28 agosto 2026, è uno dei principali punti di incontro mondiali per la ricerca nei campi dell’automazione, della robotica, dell’intelligenza artificiale, dei sistemi di controllo, delle città intelligenti e di altre tecnologie avanzate.
Proprio per questo, il successo dei ricercatori di Alma Mater è ancora più significativo. Nel programma del congresso sono stati accettati 13 contributi di dottorandi e professori del dottorato in Gerontologia sociale dell’Università Alma Mater Europaea.
I contributi sono stati presentati a Busan dal responsabile del dottorato, prof. dr. David Bogataj, e dalla dr.ssa Suzanna Mežnarec Novosel.
Quando la gerontologia sociale incontra l’intelligenza artificiale e le città intelligenti
Le ricerche di Alma Mater toccano direttamente una delle questioni chiave dei prossimi decenni: come può la tecnologia aiutare a creare ambienti in cui vivere più a lungo, in modo più sano, autonomo e inclusivo?
I contributi sono presentati in quattro aree tematiche che collegano l’invecchiamento sano e l’inclusione sociale con le tecnologie digitali, la mobilità e l’assistenza lungo l’intero arco della vita, la pianificazione urbanistica e l’infrastruttura digitale, nonché lo sviluppo delle città intelligenti e dell’infrastruttura sociale.
La presenza di 13 contributi di ricerca di Alma Mater tra quasi 3.000 contributi provenienti da tutto il mondo dimostra che la ricerca sull’invecchiamento oggi è ben lungi dall’essere limitata alle sole questioni dell’assistenza agli anziani. È sempre più connessa all’intelligenza artificiale, alla digitalizzazione, alla mobilità, alla pianificazione urbana e alle tecnologie che plasmeranno la qualità della vita delle generazioni future.
Ed è proprio in questa intersezione tra tecnologia, longevità e persona che Alma Mater è presente anche a Busan.