Il laureato magistrale dell'Accademia di danza Milan Tomašik, coreografo riconosciuto e di successo nonché ballerino, si è concentrato nella parte finale sul corpo e sui concetti coreografici attraverso la lente delle pratiche di danza moderna, postmoderna e contemporanea.
“Mi sono concentrato su un'analisi più ampia degli approcci corporei, cinestetici e delle composizioni di danza, trattando diversi periodi storici,” sottolinea Tomašik. La sua performance Treatise non appartiene esclusivamente a nessuno di questi periodi, ma combina i loro elementi. “L'approccio cinetico al corpo, caratteristico della danza moderna, rimane rilevante anche oggi, specialmente sotto forma di pratiche somatiche.”
Oltre alla cinetica, un ruolo importante nella performance è svolto anche dal ritmo. “Il ritmo in Treatise permea tutte le azioni,” spiega Tomašik, che ha esplorato un ampio spettro di variazioni ritmiche combinando materiale strutturato e improvvisato. L'epoca della danza postmoderna ha aperto nuove porte alla creazione, interrompendo il legame tradizionale tra corpo e movimento e ampliando così la definizione di coreografia. “Invece di un insieme strutturato, gli spettatori si trovano spesso di fronte a forme di danza aperte, parti frammentate e collage,” afferma.
La danza contemporanea continua a cancellare i confini tra strutturato e improvvisato, come si vede anche nella performance Treatise. Tomašik sottolinea che i ballerini, con il loro passato, formazione ed esperienze, hanno formato un movimento che nel contesto contemporaneo intreccia diversi approcci alla composizione. “La struttura dello spettacolo, che include tre diversi approcci alla composizione, dimostra che è possibile creare una performance di danza omogenea senza interruzioni nella sua integrità,” aggiunge.
Tomašik pone particolare enfasi sul corpo nello spazio e nel tempo, dove la sensibilità, la consapevolezza e la connessione tra i ballerini diventano fattori chiave. I ballerini modellano lo spazio, così come lo spazio modella loro, influenzando le loro decisioni e interazioni.
Tomašik conclude: “Nella performance Treatise, corpo e spazio creano una ritmicità dinamica, dove si intrecciano passato, presente e futuro, azione e non-azione, in un movimento che oscilla costantemente tra visibile, invisibile e percepibile.”
Fonte delle fotografie e del contenuto: Milan Tomašik