All'Università Alma Mater Europaea saranno presentate nuove idee per una delle questioni più complesse del mondo contemporaneo.
In un momento in cui il mondo è scosso da numerosi conflitti geopolitici e cresce la necessità di trovare nuove vie verso la pace, il Global Peace Offensive Center (GPOC) in partenariato con l'Università Alma Mater Europaea, l'Accademia Mondiale delle Arti e delle Scienze e l'Accademia Europea delle Scienze e delle Arti, in collaborazione con l'Istituto per la Diplomazia Culturale e l'Istituto per la Sicurezza Globale organizzerà l'evento inaugurale della serie internazionale GPOC Talks.
L'evento si terrà lunedì 7 settembre 2026 alle ore 14:00 (CET) in forma di webinar online con trasmissione in diretta su YouTube.
L'evento inaugurale della serie internazionale GPOC Talks sarà dedicato alla presentazione dell'iniziativa Holy Land Confederation (HLC) – un modello innovativo per una soluzione sostenibile a due Stati tra Israele e Palestina. Il progetto sarà presentato dai suoi autori, dr.ssa Hiba Husseini, già presidente del Comitato giuridico per i negoziati sullo status finale tra palestinesi e israeliani, e dr. Yossi Beilin, già ministro della giustizia israeliano e uno dei principali architetti degli Accordi di Oslo. La loro presentazione congiunta offre una rara opportunità di conoscere direttamente il pensiero di due personalità che hanno segnato in modo significativo gli sforzi di pace in Medio Oriente.
Relatori e discussant di fama internazionale
Dr.ssa Hiba Husseini è avvocata, partner principale dello studio legale Husseini and Husseini e, dal 1994, consulente giuridica del processo di pace tra palestinesi e israeliani. In qualità di già presidente del Comitato giuridico per i negoziati sullo status finale tra palestinesi e israeliani, ha partecipato attivamente alla definizione di soluzioni giuridiche per una delle questioni internazionali più complesse del nostro tempo. È una rinomata esperta dello Stato di diritto e delle questioni relative a Gerusalemme, membro dei consigli di amministrazione dell'Università Al Quds e dell'organizzazione MEPPA, nonché laureata delle università Georgetown, George Washington University (GWU) e Sorbona.
Dr. Yossi Beilin, già ministro della giustizia israeliano, è considerato uno dei principali architetti degli Accordi di Oslo e dell'Iniziativa di Ginevra, che hanno segnato i moderni sforzi di pace in Medio Oriente. Nel corso della sua carriera politica ha ricoperto numerosi alti incarichi ministeriali; oggi dirige la società Beilink International Affairs, opera come Global Distinguished Professor presso la New York University (NYU) ed è autore di diversi libri, tra cui The Path to Geneva e Touching Peace.
Alla discussione specialistica parteciperanno anche Jonathan Granoff, presidente del Global Security Institute (GSI) e membro del consiglio di amministrazione della World Academy of Art and Science (WAAS), Isabella Bunn, consulente senior della fondazione Oxford Analytica e membro del consiglio di amministrazione della WAAS (partecipazione in attesa di conferma), e Mark Donfried, direttore dell'Institute for Cultural Diplomacy (ICD) (partecipazione in attesa di conferma).
Dopo le presentazioni seguirà una discussione con le domande dei partecipanti, e l'evento sarà concluso da Garry Jacobs, presidente e amministratore delegato della World Academy of Art and Science (WAAS), prof. dr. Ludvik Toplak, rettore dell'Università Alma Mater Europaea e direttore del Global Peace Offensive Center (GPOC), e prof. dr. Klaus Mainzer, presidente dell'Accademia Europea delle Scienze e delle Arti (EASA) e presidente del Comitato scientifico del GPOC.
Una nuova prospettiva per una delle questioni mondiali più complesse
Il conflitto tra Israele e Palestina rimane una delle questioni internazionali più complesse del nostro tempo, e le sue conseguenze si estendono ben oltre i confini della regione, influenzando la sicurezza globale, la situazione umanitaria e le relazioni internazionali. L'iniziativa Holy Land Confederation rappresenta uno dei tentativi contemporanei di cercare nuove soluzioni fondate sul dialogo, sulla cooperazione e sulla fiducia reciproca.
Il modello prevede il mantenimento della sovranità di entrambi gli Stati, aprendo al contempo possibilità di gestione congiunta di ambiti selezionati, diritti reciproci di residenza e una Gerusalemme aperta. Invece del concetto di separazione completa, il modello offre una convivenza che incoraggia la ricerca di soluzioni sostenibili a lungo termine.
Le università come spazio di dialogo
L'evento conferma anche l'importanza delle istituzioni accademiche nel promuovere un dibattito aperto sulle questioni che segnano il mondo contemporaneo. L'Università Alma Mater Europaea, come partner dell'evento, insieme a organizzazioni internazionali contribuisce a creare uno spazio in cui si incontrano scienza, diplomazia e diversi punti di vista specialistici, e in cui il dialogo si fonda su una discussione argomentata e sullo scambio di conoscenze.
Oltre ai relatori principali, all'evento parteciperanno anche rappresentanti di prestigiose organizzazioni internazionali, e la discussione consentirà ai partecipanti di intervenire direttamente con domande e commenti.
L’evento inaugurale sarà aperto e moderato da Donato Kiniger-Passigli, presidente del Global Peace Offensive Center (GPOC) e vicepresidente della World Academy of Art and Science (WAAS) per le scienze sociali e le discipline umanistiche. Ex alto funzionario delle Nazioni Unite, è uno dei principali promotori dell’iniziativa Global Peace Offensive, che promuove nuovi approcci alla costruzione della pace attraverso il coinvolgimento della comunità accademica, della società civile e delle istituzioni internazionali. L’iniziativa si fonda sulla convinzione che una pace sostenibile possa essere costruita attraverso il dialogo, la conoscenza, la fiducia reciproca e la diplomazia culturale, scientifica ed educativa.
La serie GPOC Talks è concepita come una piattaforma internazionale di discussione sulle attuali sfide globali, che riunisce esperti di fama, diplomatici, ricercatori e decisori con l’obiettivo di individuare soluzioni innovative per la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della cooperazione internazionale. Il primo dibattito sarà dedicato a una delle questioni più complesse del mondo contemporaneo: il futuro delle relazioni israelo-palestinesi e le possibilità di una pace più duratura.